Noi ci siamo 🙌👟🥂 Questo weekend all’ Aeroporto Olbia Costa Smeralda si svolgerà una fiera dedicata alla degustazione e acquisto dei prodotti del territorio. Il nostro stand presenterà le eccellenze di Vermentino DOCG e DOCG Biologico, vino rosato e bollicine!

Vi aspettiamo nell’area 1, dalle ore 11:00 alle 21:00 con possibilità di parcheggio gratuita 😉


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Il percorso è dedicato a gruppi di due o più persone. Si inizia con una visita al Museo del Vino Muvisardegna dove poter fare un salto nel passato della storia dei viticoltori berchiddesi e ammirare il paese da un punto panoramico. Ci si sposta poi in vigna dove poter gustare l’aperitivo con i nostri vini e i prodotti tipici della zona. In vigna si svolge anche una passeggiata tra i filari. Come ultima tappa si visita la sede produttiva e di imbottigliamento.

Per maggiori #info scrivici o chiama il numero 📲 079 704163.


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Il sodalizio rappresenta un’importan­te realtà nel panorama vitivinicolo regionale ed è rinomata a livello nazionale e internazionale per la qualità dei suoi prodotti. L’azienda è attualmente proiettata in un ampio progetto di innovazione che abbrac­cia diversi campi. Una pianificazione virtuosa disegnata attraverso l’evo­luzione e la modernizzazione nel rispetto della tradizione, dell’am­biente e del passato. Solo un’azien­da ben strutturata e seria riesce a dare certezze ai clienti.

Quali sono i numeri della struttura?

La  nostra azienda  conta  su  circa 250 viticoltori associati che coltivano circa 320 ettari con una produzione di uve che si aggira, senza gravi contraccolpi     meteorologici, sui 60/80 quintali ad ettaro. La nostra capacità  di trasformazione raggiun­ge i 25.000 quintali all’anno e la po­tenzialità di imbottiglia­mento è pari a 4.500 bottiglie l’ora.

La sua  direzione  non  è stata molto fortunata per quanto concerne  la raccolta delle uve.

Le ultime tre annate so­no state caratterizzate da una severità di eventi che hanno gravemente compromesso la nostra produzione. Abbiamo registrato nel 2017 un’eccezionale gelata, abbiamo subito una generale aggressione di peronospora nel 2018 e, infine, abbiamo patito una  gelata  salata  nel 2018. Le ripercussioni sulle vendemmie sono state Ad una produzione media di 18/20 mila quintali ha fatto da contraltare una raccolta  nel triennio ri­spettivamente di 5.000, 12.000 e 5.000 quintali.

Quali sono le conse­guenze?

La forte contrazione del prodotto ha condiziona­to la possibilità di accon­tentare i nostri abituali clienti e ha determinato gravi ripercussioni anche a livello psicologico e spingere gli operatori a non impegnarsi con la consueta applicazione.

Può illustrare le direttrici della sua azione?

Giogantinu è da sempre una mar­chio di eccellenza che ha ottenuto credito dai consumatori evitando pratiche speculative e di corto respi­ro. Occorre, però, investire sulla tecnologia per primeggiare su un mercato sempre più competitivo e per migliorare la qualità e la prege­volezza dei prodotti. Abbiamo di recente effettuato un cospicuo inve­stimento acquistando un filtro tangenziale. Attualmente siamo una delle poche cantine in Sardegna a disporre di uno strumento che sosti­tuisce vecchi e antiquati trattamenti e garantisce un’uscita naturale del vino.

l suoi rapporti con il consiglio di am­ministrazione e con il personale?

Ottimi sotto tutti i punti di vista. Mi sono trovato bene sotto l’aspetto dei rapporti personali e sotto il profilo professionale. Da parte mia ho cercato di superare il pregiudizio fondato sull’errata convinzione che occorre essere viticoltori per diri­gere una cantina.

E con l’enologo?

Tutta la nostra produzio­ne è seguita con partico­lare cura e attenzione da un luminare del cam­po: il dott. Enzo Michelet. Il suo studio è all’avan­guardia nel mondo e garantisce una produzio­ne fortemente caratteriz­zata e pregiata. Senza dimenticare che la quali­tà scaturisce da una virtuosa coltivazione dei vigneti. Non può esserci un buon vino senza una meticolosa ed ottimale coltura delle uve.

Oggi tutti riscoprono le tematiche ambientali. Quali  provvedimenti avete assunto in questo campo?

Investire in buone pratiche ambienta- li è un modo per migliorare il mondo in cui noi e i nostri figli viviamo. Gli investimenti in questo settore rappre­sentano, allo stesso tempo, un modo per ottenere una visibilità ed un ap­prezzamento da parte dei mercati. l clienti, infatti, chiedono sempre più una tutela ambientale da parte delle aziende. Abbiamo di recente ottenu­to la certificazione ambientale ISO 14.000 attraverso l’adozione di stra­tegie che limitano gli sprechi e l’im­pegno di risorse che riducono i costi nel rispetto dell’ambiente. Ricordo a questo proposito la realizzazione di un impianto fotovoltaico di ultima generazione che ci consente di ri­sparmiare energia e di disporre di maggiori risorse per gli investimenti ambientali e produttivi.

Avete lanciato delle nuove etichette sul mercato?

Siamo l’unica azienda a produrre un vermentino di Gallura DOCG biologi­co:  il Lughente. Tra i presupposti indispensabili per la sua produzione occorre ricordare l’assenza di pesti­cidi e di fitofarmaci nella sua coltiva­zione e nella fase di vinificazione. Abbiamo iniziato a commercializzare questo prodotto la scorsa stagione e abbiamo conquistato il mercato gra­zie a intrinseche e peculiari caratteri­stiche: freschezza, delicatezza, aro­mi e profumi. Sono particolarmente orgoglioso del Krios un vermentino di Sardegna DOC dal gusto molto gradevole. Nato a seguito della prima gelata (krios deriva dal greco e signi­fica freddo) si distingue per freschez­za, snellezza e particolarità degli aromi. A novembre ha fatto il suo debutto sul mercato un Cannonau DOC ben strutturato che si abbina felicemente con i primi piatti, gli arro­sti e i formaggi.

Senza dimenticare aggiungiamo a conclusione di questa simpatica chiacchierata la  vasta gamma di prodotti storici e ormai affermati e rinomati  che nascono da semplici, ma eterni principi: l’amore per la ter­ra, la cura dei vigneti e il desiderio di migliorarsi sempre per crescere eco­nomicamente, socialmente e cultu­ralmente.

Articolo su “Piazza del Popolo, a. XXV, n. 6 [154]-  dicembre 2019 – p. 10


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